Settembre fa rima con Fantacalcio

6 settembre 2013

A guardarti dall’alto vedresti un personaggio vestito di jeans e camicia, reduce dall’ennesima serata, in modalità cristo in croce asfaltato sul letto. Tiri su una palpebra a caso, solitamente quella non appiccicata al cuscino, a cercare di capire da dove provenga quel fottuto suono malsano che ti martella il cervello. La sveglia. Sono quei momenti in cui preferiresti essere a cena con Hannibal Lecter o partecipare ad uno dei “giochi” dell’enigmista, fatto sta che hai finito le ferie e che quella è la prima di tante mattinate in cui la giornata inizia alle 7.30 e non alle 13.30.

Ricomincia tutto, dalle partite a calcetto del martedì alla canonica birra del venerdì sera, ma soprattutto inizia una nuova stagione di Fantacalcio.
Già il fantacalcio, croce e delizia di tutti coloro che si cimentano, quel passatempo che avrebbe potuto convertire il Mahatma Gandhi in Germano Mosconi e Martin Luther King in Heinrich Himmler. Se ti chiedono di partecipare dicendoti “Massiii ci divertiamo” sappi che mentono. E’ una guerra di nervi che dura 38 giornate e che ti porta allo strenuo delle forze, ti logora dentro e azzera la tua autostima. Ti porterà a pensare a complotti e sotterfugi, ti cambierà nel profondo e potrebbe portarti a pensieri a cui soltanto una mente malata potrebbe arrivare.

Tutto questo però è anticipato da quella che è la mitica asta iniziale, un momento magico e puro per ogni fantacalcista.
Ti ritrovi con gli altri, magari vi mangiate anche una cosa insieme, parlate solo di calcio, esprimete le vostre perplessità per l’ultimo acquisto dell’Inter e dubitate del nuovo modulo della Fiorentina.

Tutte cazzate.

Qualsiasi parere o consiglio è atto a fuorviare il destinatario, a confonderlo, a circoscrivere il gruppo di “giocatori pippa” che hai in testa e rifilarli ad altri colleghi. In fase d’asta invece, se sei fortunato fila tutto liscio e calmo, se sei sfortunato ti “alzeranno” il prezzo anche dell’ultimo difensore (infortunato) della lista. Senza parlare della guerra delle punte. Un detto delle nostre zone recita: “Il fantacalcio lo vince chi arriva sobrio agli attaccanti”, parole sante.

In questo viaggio a ritroso non ci si può dimenticare della notte prima dell’asta. Ti giri e rigiri nel letto facendoti su come farebbe Peter Tosh con una cartina. Sei agitato, pensi costantemente all’acquisto dell’anno scorso che con i suoi quattro goal, nonostante il titolo di “bomber”, ti ha rovinato la stagione. E’ quello il pensiero che ti spinge a svegliarti alle quattro di notte, mettere in play “Here to Stay” dei Korn e rivedere i tuoi appunti fantacalcistici. Andrai a dormire soltanto quando il tuo vicino busserà così forte al muro da farti pensare ad un terremoto. Anche se sarà tutto inutile, neanche un flacone di Xanax ti placherà, sarai in uno stato di agitazione e iperattività fino alla distribuzione delle liste e sarete tutti riuniti ad un tavolo, pronti a sbranavi come lupi per il Moscardelli di turno.

E in questo articolo vissuto in “reverse” come Irreversible di Gaspar Noé siamo giunti alle conclusioni.
In fondo in fondo, il Fantacalcio è bello.

Se vinci.

Non la pensi come me? Scrivimelo!