Open – Andre Agassi: la mia recensione

10 agosto 2017

Chi mi conosce lo sa, più che da libri sono da film (possibilmente ignoranti, per intenderci quelli dove muore qualcuno nei primi 10 minuti) eppure per colpa del tempo (e della Puglia) mi sono buttato a capofitto su quello che è stato per me uno dei libri più belli mai letti: Open di Andre Agassi.

Mi piacciono le biografie e quando ho letto diversi pareri positivi sono corso su Amazon a inserirlo nella mia wishlist.
Non sono mai stato, né un appassionato di tennis ne tanto meno un fan del Sig. Agassi, eppure quello che viene raccontato all’interno del libro non può che farti avvicinare ad una persona così schietta e vera com’è Andre. Aldilà del tennista c’è un uomo che ha molto da dire e lo fa analizzando la sua vita e i suoi ricordi e mettendoli su carta grazie anche all’aiuto dello scrittore J. R. Moehringer.

L’introduzione del libro è la frase che riassume quelle che sono le fondamenta della vita e della storia di Andre:

Odio il tennis, lo odio con tutto il cuore, eppure continuo a giocare, continuo a palleggiare tutta la mattina, tutto il pomeriggio, perché non ho scelta. Per quanto voglia fermarmi non ci riesco. Continuo a implorarmi di smettere e continuo a giocare, e questo divario, questo conflitto, tra ciò che voglio e ciò che effettivamente faccio mi appare l’essenza della mia vita…

Il tennis é il punto cardine di questo libro oltre che della vita di Andre ma nel libro c’è molto altro: un rapporto burrascoso con il padre, una passione indotta che si trasforma in un bipolarismo di odio e amore, la solitudine di un uomo osservato da migliaia di persone o le persone che nell’arco della vita ti cambiano portandoti da “Bad Boy”  a diventare uno dei migliori di tutti i tempi.

Andre Agassi si presenta  al pubblico nel modo più sincero e vero: la sua fama da ragazzaccio e le sue scorribande negli anni dell’adolescenza, la sua famiglia e la figura dispotica del padre, l’importanza dei legami di un uomo che riconosce nel rettangolo di gioco oltre che la sua prigione anche il suo Eden. In poche parole, se Agassi viene definito colui che ha cambiato il tennis in tempi moderni, il suo libro cambierà il modo di fare biografie.

Inutile dire che ve lo consiglio.

Non la pensi come me? Scrivimelo!